![]() |
Nel 1900 aveva scritto una lunga lettera al Santo Padre spiegandogli i motivi che la urgevano a costruire quella Chiesa: A.M.G.SS.C.J. |
L’opera che fino dal 1888 s’incominciò dall’Istituto, per la preservazione della Fede nella gioventù italiana per le signorine che frequentano gli Studi Superiori e più particolarmente la Scuola di Magistero, ha dato sin qui risultati soddisfacenti e veramente consolanti, tanto a Roma quanto a Milano ed a Genova, senza dire dei successi sommamente benedetti dei paesi esteri dove lavoriamo colla benedizione della Santità Vostra, fondatrice di ogni bene.
Oggi però l’opera umile delle Missionarie del Sacro Cuore in Roma ha bisogno di sviluppo e dell’ingrandimento per contrapporsi ai satanici sforzi dei protestanti che già da tempo cercano d’imitare l’opera nostra, sottraendoci le povere figliuole, ignare dell’astuzia loro diabolica, attraendole ed allettandole con tutto quello che può illudere la povera ed incauta gioventù. Non bastando questo, li vediamo ora fabbricare nei quartieri Ludovisi, due bei villini, in una delle posizioni più belle ed attraenti, e per colmo di sventura, stanno ora facendo pratiche per impossessarsi della villa Spithover che, non troppo lontana dai detti villini, sorge maestosa e ridente, quasi regina sopra loro. Quest’ultima nuova mi ha riempito l’animo di amarezza, e mi fa gemere per tante anime che andrebbero perdute, e tanto più dopo d’aver veduto coi miei propri occhi i miseri settari, in visita della villa suaccennata e dopo d’essere stata assicurata dal proprietario stesso che, trovasi in trattative con una società americana in tal genere, che da tutto l’insieme sembra debba essere quella denominata: Salvation Army (Esercito della Salute) setta che più delle altre fa danno, scimmiottando essa in parte la nostra augusta e SS. Religione.
È per questo appunto che si avrebbe ideato e proposto di fare qualunque sforzo per fare acquisto della villa Spithover, per impedire non solo che la pittoresca proprietà cada nelle mani degli emissari di satana, ma per offrire alle giovani bramose di illusioni e di apparenze una posizione attraente che le alletti a venire da noi ed impedisca che queste si facciano protestanti come con sommo dolore dovetti constatare di alcuni fatti e specialmente di due giovani professoresse che, attirate nella loro rete, una venne mandata in America e l’altra la ritengono come assistente nel Convitto Internazionale protestante, nel Palazzo Moroni. A tale scopo già ho tentato presso il proprietario di fermare le trattative colla società americana.
Ecco lo scopo nostro: salvare il maggior numero possibile di anime e specialmente di studenti e professoresse nelle cui mani sta l’avvenire della gioventù femminile. Sì, nelle mani di questi giovani sta riposto il benessere delle future generazioni destinate, come sono queste figliuole, a formare le maestre delle varie città d’Italia, e queste alla lor volta formar devono la vera donna che sarà rovina o benedizione per la famiglia, per la società, per la Chiesa, a seconda dei sentimenti e dell’impronta che nella scuola avrà ricevuto.
Il progetto è grandioso se si misurano le forze di un Istituto nascente qual è quello delle Missionarie del Sacro Cuore, ma non per questo conviene lasciar che cada o che si risolva in nulla: è d’uopo studiarne i mezzi ed effettuarli ad ogni costo.
Il mio primo pensiero volò al Vaticano in cerca del Padre, la Santità di N.S. Leone XIII, l’uomo delle grandi imprese, delle alte vedute, dal cuor magnanimo e generoso perché, all’impotenza nostra, supplisce coll’anticipare la somma necessaria all’acquisto della villa, espressa nella cifra di un milione, e che io desidererei di avere almeno per dieci anni, senza interessi, offrendo per garanzia la villa stessa e l’attuale casa in cui abitiamo. Nel dubbio però che la Santità Vostra potesse dare la somma, mi viene suggerito alla mente un altro progetto, ed è cioè che la Santità Vostra ci facesse dare un milione da Propaganda riserbando alla Santità Vostra l’opera grande e generosa di pagarne gl’interessi.
Ho picchiato alla porta di persone alto locate che tengono diversi milioni in deposito presso le banche, al tenue interesse di L.0,75%; ma invano, sembra quindi che il Cuor di Gesù disdegni l’aiuto di codesta gente né io per questo voglio perdermi di coraggio. Anzi tanto più sono maggiori le difficoltà che mi si frappongono, altrettanto più sento che l’opera è di Dio. Iddio vuole ed io continuerò fidente alla potenza di Gesù. “Omnia possum in Eo qui me confortat!”
Se la cosa non urgesse, basterebbe il progetto che si è ora ideato, quello cioè di un appello che stiamo per fare alle anime pie e generose e che bramiamo diramare in tutto il mondo coll’appoggio della Santità Vostra; ma dovendo comperare immediatamente la villa prima che i protestanti od altra setta se ne impossessano prendendo il sopravvento e annientando così i nostri sforzi, ne viene di conseguenza la stretta necessità che la Santità Vostra, per mezzo di quella fonte che meglio crede opportuna, potesse anticiparne un milione. Tutto quello che entrerebbe, a mezzo dell’appello incoraggiato dall’autorità Suprema della Santità Vostra, servirebbe a diminuire la somma che la generosità della Santità Vostra favorirebbe, affinché l’opera eminentemente santa e salutare, anziché cadere a terra a risolversi in nulla, prenda sviluppo e slancio e si contrapponga forte e vigorosa al male invadente.
Questi progetti multiformi che man, mano mi si vanno suggerendo alla mente, non sono che il frutto di lunghe preghiere, di calde suppliche al Cuor di Gesù perché non voglia permettere che più oltre si amareggi il Cuor Vostro, o Padre Santo, che io veggo in un mare di angoscia nel vedere la città dei Papi travolta nell’errore e nell’invasione, ognora crescente, di questi settari ai quali sembra non manchino mezzi, ispirati come sono da vera astuzia satanica, di travolgere ogni cosa e di mandare tutto in rovina.
Quali di questi progetti tornerà gradito alla Santità Vostra? A me non resta che la preghiera; mentre quest’umile scritto s’inoltra umilmente ai piedi della Santità Vostra; sì, pregherò e farò pregare di cuore per la Santità Vostra che amo qual tenerissimo Padre e mi vi stringo intorno con vivissima fede, che si degna di gradire i miei piccoli sforzi per mostrarmi figlia degna di Santa Chiesa, amorosa e tenera verso questa augusta Madre, e starò attendendo l’oracolo Vostro, o Padre Santo, per mettermi all’opera con tutto lo slancio.
Imploro ora una speciale benedizione per me e per tutto l’Istituto, quella benedizione che mi è valido appoggio in tutte le mie intraprese, mentre coi sentimenti della più profonda venerazione, inchinata al bacio del Santo Piede, godo ripetermi della Santità Vostra
attaccatissima figlia
M. Francesca Saverio Cabrini
Roma, 25 Feb. 1900
Via Montebello n. 1

